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Intorno a noi

La dichiarazione d’amore e di ammirazione di Rudolf Borchardt a Pisa, che abbiamo letto in Home Page, si ritrova a tutt’oggi nei monumenti, nelle architetture e nell’atmosfera di Pisa, città a misura d’uomo che fa respirare a chi la percorre i suoi maestosi spazi densi di storia e brezza marina.

A pochi passi da quell’amabile e deliziosa magione de “Le Streghe di Arimathea” che vi ospiterà durante il vostro soggiorno, vi troverete al centro della più bella Piazza del Mondo: Piazza dei Miracoli Patrimonio Culturale dell’Umanità. Lasciandoci poi alle spalle la Cattedrale di Santa Maria Assunta e il suo campanile la Torre Pentente, nonché il Battistero di San Giovanni e il Camposanto Monumentale, attraverso la vivace via Santa Maria, si giunge presso la solenne e deliziosa Chiesa di San Sisto in Cortevecchia (sec. XII), memore delle vittorie di Pisa Repubblica Marinara contro i Saraceni.

Proseguendo di pochi metri si apre lo scorcio della Piazza dei Cavalieri, dopo la Piazza dei Miracoli sicuramente la più suggestiva della città.

Qui si affaccia al centro l’imponente Palazzo della Carovana (seconda metà sec. XVI) opera del grande architetto Giorgio Vasari , già sede durante il Gran Ducato di Toscana dell’Ordine dei Cavalieri di Santo Stefano poi conosciuti come Cavalieri della croce di Malta, oggi sede della prestigiosa Scuola Normale Superiore.

Ai lati del Palazzo troviamo la Chiesa di Santo Stefano dei Cavalieri (inizio sec.XVII) che ospita al suo interno una preziosa tavola dello stesso Vasari (La Lapidazione di Santo Stefano) e i vessilli conquistati dai cavalieri durante l’epica battaglia navale di Lepanto ai danni dei vascelli musulmani.

Sul lato opposto del Palazzo della Carovana possiamo ammirare il Palazzo dell’Omobono, oggi sede della Biblioteca della Scuola Normale. In epoca Repubblicana, al posto del suddetto Palazzo si trovava la cosiddetta Torre della Fame ove fu imprigionato il Conte Ugolino della Gherardesca , che a causa del suo tradimento diventò uno dei personaggi più emblematici della sua epoca, citato da Dante in uno dei più conosciuti canti dell’Inferno: quello dei traditori!

Proseguendo verso l’Arno si attraversa il cuore commerciale della Pisa Medievale, ancora oggi luogo della shopping con i loggiati di Borgo Stretto e il mercato del cibo locale, la Piazza delle Vettovaglie, il quartiere più antico della città.

In questi deliziosi scorci si sviluppa altresì la Pisa serale e notturna: la convivialità prende vita tra piacevolissimi ristorantini bistrot e wine bar.

Ai confini dell’ombra attraverso i vicoli di Pisa [ e consigliamo tra gli altri il “vicolo del Tidi” che da sulla Torre del Campano (sec XII) e presenta gli archi ogivali delle numerosissime antiche Case Torri testimonianza di ricchezza e nobiltà ] giungiamo in riva all’Arno in prossimità del Palazzo Agostini detto dell’Ussero. Esso mostra una inusuale facciata in terracotta riccamente decorata e alberga al pin terreno il Caffè dell’Ussero, Caffè storico luogo di ritrovo dei Patrioti del Risorgimento.

Dopo pochi metri dal Ponte di Mezzo, centro geografico della città, si ha la vista a 360° sullo scenario mozzafiato dei Lungarni; Nelle acque del fiume si riflettono le facciate dei palazzi nobiliari: Palazzo Lanfreducci, l’antico Royal Victoria Hotel , Palazzo Toscanelli, Palazzo Medici-Appiano, Palazzo Lanfranchi sede del Museo della Grafica e Palazzo Gambacorti sede del Municipio.

I Lungarni hanno sempre affascinato il visitatore di Pisa: Giacomo Leopardi li descrisse come un luogo pieno di gaiezza ed essi videro sfilare innumerevoli personaggi storici; Dagli scienziati Leonardo Fibonacci e Galileo Galilei che qui a Pisa ebbero i natali, Mazzini e Garibaldi, Gothe e d’Annunzio, Lord Byron e Percy Shelley e molti altri ancora.

Non finiscono qui però le ricchezze delle rive dell’Arno:

Il Museo Nazionale di San Matteo nei pressi del Ponte della Fortezza, che espone la più estesa collezione di Arte Medievale d’Europa: le Croci dipinte di Giunta Pisano, le tavole su fondo oro, i polittici di Francesco Traini e Simone Martini, la Madonna dell’Umiltà di Gentile da Fabriano, un’opera giovanile del Beato Angelico, il Busto Reliquiario di San Rossore di Donatello e molto altro ancora.

Palazzo Reale con l’omonimo Museo: qui sono conservate le armature seicentesche usate per il Gioco del Ponte antica rievocazione folcloristica cittadina, innumerevoli ritratti dei Medici e degli Asburgo Lorena, opere del giovane Raffaello, di Bronzino, Rosso Fiorentino e Guido Reni. Vi è anche una scultura di Antonio Canova.

Palazzo Blu ex magione nobiliare, dal 2009 sede di mostre di altissimo livello quali Mirò, Chagall, Kandinsky, Picasso, Wahrol, Modigliani etc

Tra le chiese più belle dei Lungarni, ricordiamo la chiesa ottagonale di San Sepolcro (sec. XIII), Il gioiello dell’Arte Gotica che è la Chiesa di santa Maria della Spina (sec XIV) opera di Giovanni Pisano e La Chiesa di San Paolo a Ripa d’Arno di puro Romanico-Pisano che per la leggiadria delle sue forme fu spesso detta il secondo Duomo di Pisa.

Dall’alberata Piazza Omonima, si può osservare il complesso Della Cittadella con la sua imponente torre in riva al fiume e gli arsenali repubblicani presto sede di un nuovo polo archeologico museale. Tale è spettacolare al tramonto.

Pisa non si esaurisce in epoche lontane ma ospita anche una importantissima opera contemporanea; l’Imponente e variopinto Murales di Keith Haring, esponente della POP ART newyorkese, che ha omaggiato la città con l’inno alla pace “Tuttomondo”: la sua UNICA opera permanente.